Carta d’intenti

“Vivere più semplicemente, affinchè gli altri possano semplicemente vivere”

Il Gruppo di Acquisto Solidale “G.A.S.Dotto” nasce dalla volontà di un gruppo di persone di consumare in modo critico e responsabile; convinti che il consumo possa diventare di per sé un atto politico, capace di incidere sul sistema economico e produttivo attuale, ormai insostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.
Rivendichiamo la necessità di conoscere la filiera produttiva dei prodotti che consumiamo, dalla materia prima alla merce in tutte le sue fasi di trasformazione, in modo da poterne valutare la sostenibilità e non essere più corresponsabili degli enormi costi collettivi (ambientali, sociali, etici) imposti dall’odierno sistema produttivo.
Rivendichiamo la necessità di consumare cibi sani -cioè non dannosi per la nostra salute-, naturali- cioè prodotti rispettandone il più possibile il ciclo naturale-, e locali -cioè prodotti nella zona senza il costo aggiuntivo in termini di inquinamento e prezzo dovuto alle food miles-.
In quest’ottica, come associazione di fatto, definiamo alcune regole interne di consumo utili per definire i criteri di acquisto del maggior numero possibile di prodotti:
– La conoscenza diretta dei produttori ci consente di vedere con i nostri occhi tutta la filiera di produzione, sarebbe opportuno organizzare visite periodiche nelle aziende e coinvolgere il più possibile i produttori informandoli e spiegando la nostra idea di consumo critico e di acquisto etico.
– Condividere i saperi, le esperienze, il tempo, per instaurare un rapporto di fiducia reciproca, sia fra i membri del gruppo che con i produttori, basata su un rapporto personale anziché sulla logica spersonalizzante del supermarket.
– Preferire i prodotti locali, coltivati o allevati in zone il più possibili vicine alla nostra area (Matelica, Castelraimondo, Gagliole), da piccoli o medi produttori che in genere trovano difficoltà a ritagliarsi un proprio spazio all’interno del mercato tradizionale. Spesso, infatti, le regole del commercio anche nazionale costringono i produttori ad operare scelte di convenienza piuttosto che di qualità dei prodotti, o addirittura ad abbandonare la propria attività perché schiacciati da quelli economicamente più forti e competitivi.
– Minimizzare i trasporti, al fine di limitare il più possibile il loro effetto inquinante sull’ambiente, senza escludere però la possibilità di acquistare prodotti originari di altre zone, per esempio le arance o il parmigiano, facendo ordini comuni con altri GAS a noi vicini, per ridurre i km percorsi dal prodotto. In questi casi inoltre, non essendo sempre possibile la conoscenza diretta del produttore, potremmo attenerci alle valutazioni dei Gas di quella zona.
– Acquistare prodotti direttamente dai produttori permetterebbe l’uso di recipienti riutilizzabili, per il trasporto delle merci, consentendo una diminuzione dei rifiuti prodotti dagli imballaggi e dalle confezioni.
– Privilegiare colture biologiche o biodinamiche come forma di rispetto e tutela dell’ambiente in un’ ottica di sostenibilità presente e futura della produzione agricola, in contrasto con i metodi di coltura agro-industiale, che inquinano, avvelenano, impoveriscono e rendono risorse non rinnovabili anche il terreno e l’acqua. Questo perché:
1. Per la tutela delle biodiversità, contro il tentativo di introdurre o.g.m. e brevetti che impediscono l’auto-riproduzione del seme e rendono l’agricoltura un business di poche multinazionali, affamando i piccoli contadini di tutto il mondo.
2. Per la tutela di una cultura rurale antica in equilibrio con la natura.
3. Per metodi di produzione rispettosi dei lavoratori: negli orari, nella remunerazione e nella sicurezza.
4. Per il rispetto dei consumatori e quindi di noi stessi, che possiamo mangiare prodotti sani, con proprietà nutrizionali integre, senza rifiuti tossici, nel rispetto dei cicli vegetativi delle piante, dei cicli biologici degli animali e delle necessità fisiologiche dell’organismo umano, in linea con la stagionalità delle produzioni.

– Privilegiare prodotti ecologici che abbiano un minore impatto ambientale nelle varie fasi del ciclo di produzione (ad es. basso consumo di energia, non utilizzo di inquinanti..). Che siano composti di materie prime naturali abbondanti localmente e rinnovabili (ad es. legni non pregiati, fibre naturali, metalli alternativi all’alluminio…). Che siano concepiti non come usa e getta, ma di buona qualità e lunga durata, aggiustabili, riutilizzabili e solo infine di facile e reale riciclo, senza procedimenti di smaltimento ulteriormente inquinanti.
– Privilegiare prodotti etici e solidali, perché non sfruttano nessuno, non impiegano il lavoro minorile, non sono sottopagati, non richiedono orari e turni di lavoro non rispettosi dei tempi di vita, non risultano dannosi alla salute e non devastano un territorio da un punto di vista ambientale, economico e sociale.
– Per i prodotti come il tè, il caffè, il cacao, lo zucchero di canna, etc.., non reperibili in loco, i cosidetti prodotti coloniali, potremmo fare coerentemente riferimento al circuito del Commercio Equo e Solidale, non pretendendo però in tal caso uno sconto per non influire negativamente sull’organizzazione delle botteghe e dei magazzini, e per non danneggiare il lavoro di sensibilizzazione che operano.

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