Archivio per gennaio, 2010

Serge LATOUCHE: libro Invenzione dell’economia

Serge Latouche, professore emerito di scienze economiche all’Università di Paris-Sud, è specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali

      Serge Latouche nuovo libro: L’invenzione dell’economia

  • Dall’autore del Breve trattato sulla decrescita serena, ecco un saggio di interrogazione radicale sul terreno di una delle «invenzioni» cruciali della modernità.
    Come si è formato il nostro «immaginario economico », la nostra visione economica del mondo? Perché oggi vediamo il mondo attraverso i prismi dell’utilità, del lavoro, della concorrenza, della crescita illimitata? Che cosa ha portato l’Occidente a inventare il valore produttività, il valore denaro, il valore competizione, e a costruire un mondo in cui nulla ha più valore, e tutto ha un prezzo?
    Serge Latouche ritorna qui alle origini di questa economia che i primi economisti definivano la “scienza sinistra”, e articolando la sua argomentazione in prospettiva storico-filosofica, mostra come si è plasmata la nostra ossessione utilitarista e quantitativa, e ci permette così non solo di gettare uno sguardo nuovo sul nostro mondo, ma soprattutto di affrontarne la sfida sul piano di valori davvero fondamentali come libertà, giustizia, equità.
    1. Serge LATOUCHE è andato in onda a RADIO 3 in Faherenheit. Giovedì 28 2010: La scommessa della decrescita

  • Serge Latouche e Globalizzazione e crescita. Sono concetti talmente ricorrenti da essere diventati una realtà oggettiva, indiscutibile, del nostro tempo. Non così per Serge Latouche, l’antropologo ed economista teorico della decrescita serena. Per Latouche la coesistenza delle culture è un valore molto più alto della globalizzazione (non solo in termini, appunto, culturali ma anche economici). E il localismo uno strumento di dialogo, anziché di divisione. Un economista che rivendica la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista è oggi, in effetti, una contraddizione apparente che vale la pena di esplorare

Dal sito web di Radio 3, [Click evento di Fahrenheit, poi click su Poadcast] avete per pochi giorni la possibilità di caricare il podcast relativa alla conversazione con Serge LATOUCHE.

Antica Miniera scoperta a SEFRO

SEFRO – Confermate le origini leggendarie del nome Sefro, che la tradizione storica locale, fa risalire alla tradizione dell’estrazione del ferro, all’epoca dei Fenici. Nei giorni scorsi, durante un’uscita speleologica a Monte di Sefro, sono stati trovati entro una grotta rinvenimenti di importanza archeologica, non noti in fonti bibliografiche e nella tradizione orale locale. Si tratta di una cavità per l’estrazione del ferro, di cui sono visibili in più punti le vene naturali, ribattezzata dagli scopritori la “grotta della miniera”, di cui si era persa ogni memoria e traccia. Un anno fa, Giulio Cotechini

, speleologo dell’Alvap di Pioraco (gruppo speleologico Alta valle del Potenza), stava compiendo un sopralluogo nella zona di SEFRO, insieme al geologo Sandro Galdenzi, per un volume sulle grotte nel territorio di Sefro, curato insieme a Eugenio Pistolesi. Tra la vegetazione, ha scoperto una fenditura nella roccia, con l’aria che si comportava in modo anomalo. Proprio seguendo il percorso dell’aria all’interno della montagna, dopo un anno di duro lavoro, si è avuta la certezza che quella cavità nella roccia, nascondeva un’antichissima miniera in ferro. All’interno sono stati trovati cuniculi che portano tracce evidenti di piccone, muri costruiti a secco con pietre calcaree ad incastro, tra le fessure della montagna. Sono state trovate anche due lanterne di terracotta in frammenti, ed in più punti le pareti sono annerite dal fumo, consumate dal passaggio dei minatori. Per segnalare l’importante ritrovamento, comunicato a Mario Pierozzi sindaco di Sefro, è stata inviata una lettera alla Soprintendenza per i beni storici ed artistici delle Marche, sollecitando un intervento che permetta di datare il sito. La scoperta, è frutto della collaborazione di molte persone e Cotechini ci tiene a ricordarli tutti a partire da Isaac un ragazzo afghano ospite della comunità per minori di Pioraco, ai “colleghi” dell’Alvap Daniele Battistini, Marcelo Brutti, Laura Marinelli, Roberto Correnti, Federica Cotechini, tre amici del gruppo speleologico Piceno di Ascoli Rosario Selvaggio, Claudio Campanelli e Salvatore Mari, Roberta Temperilli, Matteo Santini, Marcello Faggioni, Maurizio Svampa, Mara Loreti (ricercatrice), Marta Castellucci (archeologa). L’Alvap, gruppo speleologico Alta Valle del Potenza è presieduto da Piergiorgio Falcioni e fondato negli anni 70, affiliato al Cai di Camerino ed alla Federazione Speleologica Marchigiana, è attivo sul fronte del censimento del patrimonio ipogeo locale e svolge anche attività di spelosub, collaborando con gli altri gruppi speleologici della regione.

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